Archivio per la categoria ‘Vivere a Washington’

Noi Donne

Pubblicato sotto Vivere a Washington il 8 febbraio, 2011 0 Commenti

Socializing today

La mobilitazione del 13 febbraio che chiama nelle piazze di almeno sessanta città di tutta Italia le donne di ogni età e provenienza, di diverse convinzioni politiche e collocazione sociale, e invita anche gli uomini che ne capiscano il senso e la complessità, non ha “mandanti” o burattinai e soprattutto ha come scopo fondamentale quello di imporre il rispetto per le donne.

Leggi l’articolo di Maria Serena Sapegno su ItalianiEuropei.

Inoltre …

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Anche qui siamo indignati!

Pubblicato sotto Vivere a Washington il 26 gennaio, 2011 3 Commenti

io sono indignata, e tu?

Avevo in mente di fare un riassunto di quello che dice la stampa estera dell’affare B. ma francamente …, non ho mai trovato le parole. Che so, mi sembra che i fatti bastano e avanzano in questa saga, che ormai in colpi di scena e fantasiosita ha battuto anche la telenovela più audace e azzardata. La Dynasty/Dallas più osé!

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La settimana del Ringraziamento Americano

Pubblicato sotto Vivere a Washington il 19 novembre, 2010 0 Commenti

Still life for the Fall

Bene, é in arrivo la settimana del Thanksgiving. Proprio non ho avuto il cuore di lasciare il mio blog per una settimana con la foto di Bush in primo piano. Ho deciso di darvi invece un’idea di quello che circola per le tavole americane durante questa settimana.

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Il mio Tea party e’ meglio del tuo

Pubblicato sotto Vivere a Washington il 30 ottobre, 2010 0 Commenti

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Il tanto annunciato rally di oggi a Washington, chiamato il “rally per mantenere la sanita e la paura”; era un misto tra una parata di carnevale, una satira, e anche una buffonata. Un evento politico come pochi, come solo in america ci si puo aspettare. Un rally democratico senza un politico a guidarlo.

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Organico, o non organico

Pubblicato sotto Vivere a Washington il 22 settembre, 2010 0 Commenti

I miei peccati di gola

Molte cose sono cambiate a Washington da quando sono approdata. Trovare un cappuccino era impensabile, espresso, non se ne parlava nemmeno. I ristoranti italiani erano pochi, e quei pochi si adattavano al gusto Americano e facevano piatti che io in Italia non li avevo mai sentiti nominare.

Poi i gusti si sono raffinati, i ristoranti Italiani qui possono tenere testa a molti ristoranti nella madre patria, e anche i prodotti per la tavola sono cambiati in meglio. I produttori hanno cominciato a tener d’occhio sia la qualità sia la salute.

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